Mazing Story: la storia e l’evoluzine dei Mazinga (Prima Parte)

Comincia oggi un cammino in due puntate che ci farà vedere l’evoluzione di Mazinga (o forse doverei dire dei Mazinga) dalla loro nascita ad oggi. La leggenda racconta che l’idea per Mazinga Z sia venuta a Nagai mentre era in auto bloccato nel traffico, e l’autore pensò quanto sarebbe stato bello se al suo veicolo fossero venute fuori braccia e gambe per poter saltare le altre auto.

Un’idea semplice, e anche un po’ infantile e diciamo pure anche folle, che però nella mente di Go Nagai non poteva che diventare qualcosa di geniale, e che portò alla nascita del più famoso robot del Giappone. A dire il vero Mazinga Z non fu il primo robot dei manga, prima di lui c’erano stati Atom (Astroboy) di Tezuka e Super Robot 28 di Yokoyama. Nagai prese solo le due idee fondendole insieme: cioè “l’anima” del robottino di Tezuka e il gigante d’acciaio di Yokoyama; il risultato fu Mazinga Z.

Mazinga attraversò varie evoluzioni per esempio all’inizio il robot doveva chiamarsi Energy X, poi Iron Z per arrivare poi a Mazinga Z.

Le differenze principali fra i giganti di Yokomaya e quelli di Nagai si possono così sinteticamente riassumere, i primi vengono comandati a distanza: Super robot 28 ha un radiocomando simile alla console di un aereo, Babil giuda il suo robot acquatico Poseidon dandogli ordini, GianRobot nella versione OAV viene controllato tramite un trasmettitore nel orologio da polso di Daisaku Kusama.

Mentre tutti Robot di Nagai hanno una cabina di pilotaggio nella testa, (Mazinga Z e Grange Mazinga hanno un piccolo veicolo che si s’aggancia), e c’è una specie di fusione tra il pilota e la macchina, non per niente il protagonista di Mazinga Z si chiama Koji Kabuto, Kabuto vuol dire elmo.

Nei primi disegni si vede che ad agganciarsi con la testa del robot doveva essere la moto di Koji tramite una rampa sulla schiena (questa idea sarà in seguito usata anche se diversamente per Diana il secondo Robot di Sayaka e poi nella serie di Shin Mazinger, con Energy Z il prototipo di Mazinga Z pilotato da Tetsuia)

A differenza dei due predecessori Atom e Super Robot 28, Mazinga Z ha dietro una filosofia e un’origine profondamente negativa, dopo tutto stiamo parlando di Go Nagai, un autore che non nasconde mai nelle sue opere una forte dose di pessimismo e d’oscurità.

Per capire cosa si cela in quest’opera del maestro bisogna leggere il suo manga originale (quello scritto e disegnato da Nagai stesso), già dalle prime tre vignette vediamo Koji parlare direttamente al lettore (questo succede anche in Devilman, Akira Fudo si rivolge ai lettori mettendoli in guardia su quello che accadrà nel futuro della storia).

Koji: “Tu cosa faresti se un giorno ti ritrovasi ad avere una forza sovrumana? Come useresti questo potere? Diventeresti un demone oppure un dio salvatore dell’umanità? Io Koji Kabuto ho ricevuto questo potere. La forza di un gigantesco robot che cela in se una micidiale potenza distruttiva. Il potere di Mazinga Z.”

Come si può vedere fin dall’inizio si parla del potere distruttivo di Mazinga, anzi sembra essere l’argomento più importante, e la scelta tra l’essere un demone o un dio, colui che può distruggere l’umanità o salvarla. Questa domanda sarà nuovamente posta più avanti al protagonista dal nonno Juzo Kabuto poco prima di morire.

Da notare come il dottor Kabuto non dia a Koji insegnamenti morali sull’uso del potere di Mazinga semplicemente dice al nipote che con Mazinga potrà diventare o un demone o un dio, tutto dipenderà dalla sua scelta. In  questa prima versione disegnata da Nagai, Mazinga non è un’arma creata per opporsi ai piani di conquista del mondo del Dottor Hell (questo si vedrà nella serie anime e nel manga di Ota), ma un dono del nonno per il suo senso di colpa per aver ucciso i genitori dei due nipoti e per proteggerli quando lui sarà morto.

Juzo Kabuto nell’opera originale non è per niente il bravo nonno che ci si può aspettare (come nell’anime e nel manga di Ota), ma sembra più uno scienziato pazzo, con profonde cicatrici su parte del volto e privo di un occhio.

Una volta che Koji riuscirà a far partire il Mazinga e a uscire dal laboratorio sotterraneo, non sapendo come pilotare l’enorme robot inizia a distruggere la città. Una distruzione che in parte ricorda quella operata dai mostri come Godzilla nei film live di genere, ma anche un’altra delle primissime opere di Nagai stesso: Mao Dante, appunto l’autore nell’introduzione alla versione italiana di Dante edita da Dynamic dice d’essere sempre affascinato dai film di mostri, ma che avrebbe voluto indagare sulla psicologia del mostro che distrugge le città.

Se in Mao Dante, noi conosciamo i pensieri del demone e la distruzione di Tokyo è oscura e terrificante, in Mazinga questa appare più comica e divertente, mentre in Dante il demone gigante distrugge o si staglia tra i grattacieli del centro moderno della capitale giapponese, Mazinga distrugge invece case tradizionali.

Nonostante gli sforzi di Koji, la sua inesperienza ai comandi di Manziga, lo porta a compiere ancora altre distruzione, tanto da chiedersi se non si sia già trasformato in un demone, pregando Mazinga di fermarsi, ma senza risultati.

Qui entrano in scena altri tre personaggi: l’ispettore Ankokuji, il dottor Yumi, e sua figlia Sayaka Yumi alla giuda di Afrodite Ace.

L’ispettore Ankokuji è un personaggio che si trova solo nella versione del manga di Nagai, (e lo ritroveremo nella nuova serie Shin Mazinger), è veramente un brutto cefo più simile a un membro della Yakuza che un poliziotto, ritroveremo personaggi simili in molti altri fumetti del Maestro, il suo ruolo sembra, almeno all’iniziò, di porre delle domande al professor Yumi, domande che sembrano essere le curiosità dei lettori.

Il dottor Yumi un allievo e assistente del dottor Kabuto, è lo scienziato a capo del centro d’energia fotoatomica, avrà il ruolo di giuda per Koji e non ci saranno molte differenze con le sue varie versioni.

Sayaka Yumi, il pilota di Afrodite Ace, figlia del dottor Yumi anche lei non avrà molte differenze con le altre versioni di Mazinga.

Sayaka spiegherà a Koji come fermare il Mazinga, ma proprio in quel momento arrivano a Tokyo altri due enormi robot attaccano la città, sono Garada K7 e Doublas M2 i mostri meccanici del dottor Hell comandati dal barone Ashura.

Garada K7 e Doublas M2 diventeranno i due nemici più famosi di Mazinga, si vedranno sempre nella sigla dell’anime storico e in vari modi nelle altre versioni manga del robottone e saranno sempre i primi nemici che Mazinga affronterà, anche in shin Mazinger.

Il barone Ashura è il servo del misterioso dottor Hell, Ashura è per metà uomo e per metà donna, sarà il primo dei nemici un po’ freaks, un po’ mostruosi delle opere di Nagai, Ashura si può paragonare ai servi dei film con protagonisti/cattivi mad doctor o scienziati pazzi, per esempio Igor del film Frankenstein del 33.

Mazinga aiuterà Afrodite contri i mostri meccanici riuscendo a sconfiggerli facilmente, da qui in poi il manga continuerà per un altro volume ad affrontare i vari robot del Dottor Hell, che non solo adesso vuole conquistare il mondo, ma vuole anche rubare il Mazinga per rendere i suoi mostri meccanici più potenti.

Da qui in poi ci sarà un susseguirsi di scontri per Mazinga, che lo vedranno impegnato contro i mostri di Hell, è ogni scontro sarà sempre più duro del precedente, l’ambizioso e folle scienziato insieme con il fido Ashura cercheranno in ogni modo di sconfiggere Mazinga, a volte in scontri diretti robot contro robot cercando di colpire i suoi punti deboli come ad esempio il volo, Mazinga non può volare ed è indifeso contro gli attacchi dal cielo e sott’acqua dove la potenza del robot è notevolmente diminuita, o cercando di impedire l’agganciamento tra il Hover Pilder e la testa del Mazinga; altre volte cercando d’uccidere Koji Kabuto.

La storia va avanti così fino a metà del 3 volume, a parte le battaglie tra i Robot vediamo anche delle parti della vita quotidiana di Koji, Sayaka, Shiro (il fratellino di Koji) e Boss, un grosso teppista che sarà da prima il rivale di Koji e poi il suo migliore amico.

A Cura di Alan Gray

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